Avviare un’associazione sportiva nel 2018?

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Poiché siamo prossimi alla fine di questo nebuloso 2017, forse è il caso di interrogarsi sugli avvenimenti di quest’anno e tentare di fare qualche previsione per il prossimo 2018, ci proviamo. Prima va ricordato brevemente quest’anno, giusto per fare un sunto e immaginare la proiezione del prossimo anno, con la speranza che sia almeno decente per lo sport!

Quest’anno si è distinto per le “rivoluzioni colorate” nel mondo dello sport, tra riforme più o meno giuste, propositi fatti e mancati, Federazioni sportive in fibrillazione, addetti ai lavori scontenti e una sensazione generale che le Associazioni Sportive Dilettantistiche siano sotto “attacco”. Ne abbiamo già parlato ampiamente, il “mobbing” fatto in questi mesi è stato davvero fuori dal comune, tale al punto che alcuni addetti si sono sentiti forse abbandonati o traditi ed hanno mollato.

Vale la pena avviare un’associazione sportiva?

Certo che sì, forse come molti sperano, dal caos generale che si è instaurato nello sport, può nascere qualcosa di buono, migliore e sicuramente rivalutato per il contributo sociale e sportivo che offrono le Associazioni. In questo preciso momento molti potrebbero non sentirsi del tutto incoraggiati dalla situazione, ma come si dice in queste circostanze: “una volta toccato il fondo puoi solo risalire”.

Sì dunque, il prossimo anno potrebbe essere quello in cui davvero il terzo settore e lo sport dilettantistico possono rinascere, in genere quando succede, si migliora, perché si è imparato dagli errori, e quest’anno ne sono stati fatti a fiumi.

Lo sport va riformulato ai vertici

Molte decisioni indubbiamente non sono state davvero felici, come l’esclusione di alcune discipline fatta dal Coni, con conseguenze pesanti per molte associazioni che si sono viste tagliate fuori dalla mattina alla sera.

Le riforme appunto, per le quali ci si augura riprendano con più serenità e idee chiare, questo sarà ormai l’impegno del nuovo Governo, magari proseguendo il percorso già iniziato cercando di arrivare fino in fondo.

Lo sappiamo: “non lo chiede l’Europa”, infatti, lo chiedono gli italiani!

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