Collaborazioni sportive dilettantistiche: la questione della maternità

Donna in dolce attesa

Le collaborazioni sportive dilettantistiche possiedono ancora luci e ombre, che la legislazione non è riuscita effettivamente a eliminare. A questo proposito, non possiamo fare a meno di parlare del binomio che vede relazionarsi le donne con lo sport, da sempre costruito intorno a leggi poco chiare, che non garantiscono una legittima tutela ad una sportiva che vuole intraprendere l’esperienza della maternità.

Come si pone lo Stato verso questa situazione? Scopriamo insieme quali sono le disposizioni esistenti e cosa devono aspettarsi le donne che collaborano con le ASD e le SSD in caso di maternità.

Maternità e sport: cos’è successo dopo il Decreto Dignità

Quando si parla di un’atleta donna, si parla di atleta dilettante, persino quando sono in atto collaborazioni altamente professionali. Il problema, però, non si riduce a questo, ma è ben più complicato, perché comprende una categoria piuttosto ampia di persone che vivono e lavorano nel mondo dello sport.

Nonostante una breve parentesi, in cui si era cercato di modificare alcune leggi per garantire ulteriori privilegi alle sportive neo-mamme, oggi tutto questo fa parte del passato e i problemi sono tornati più preoccupanti di prima. Infatti, il Decreto Dignità ha annullato ogni diritto esclusivo riservato alla maternità nel settore dello sport dilettantistico.

È da dimenticare inoltre l’idea della pensione e quella della malattia, come anche la questione sugli infortuni. Nessuna tutela, quindi, per chi sta per avere un figlio, né prima, né durante, né subito dopo l’approvazione del Decreto Dignità. Eppure, la Costituzione è piuttosto ferrea a riguardo e garantisce diversi privilegi (come l’astensione dal lavoro e i vari congedi) alle donne che affrontano il periodo della maternità. Queste norme, però, non valgono per chi collabora con le associazioni e le società sportive dilettantistiche.

Cosa accadrebbe se ci fosse più tutela per la maternità nell’ambito dilettantistico?

In questi casi, la legge non è dalla parte delle donne, è evidente. Chiaramente, la mancanza di riferimenti chiari per quanto riguarda la questione della maternità è un problema che potrebbe risolversi con poche nuove normative. Per fortuna, nell’ultimo periodo i cambiamenti positivi nel mondo del lavoro non mancano e, proprio per questo, vogliamo sperare in importanti novità anche a favore delle atlete mamme e neo-mamme.

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