La Cassazione si pronuncia in materia fiscale sulle ASD

palazzaccio

In materia fiscale spesso le posizioni istituzionali sono contrastanti, per quanto riguarda l’associazione sportiva dilettantistica, il confine per il diritto alle previste agevolazioni può essere molto complesso o molto semplice, dipende quanto le regole previste sono rispettate o meno, comunque tutto da interpretare, così sembrerebbe.

La Cassazione ha stabilito che, nella sentenza (6934/2017) dove alla palestra in oggetto, è disconosciuto il ruolo “istituzionale” dei contributi riscossi dagli associati, quindi con disposizione del recupero IVA ovviamente non versata!

Questo perché in base agli accertamenti della Commissione tributaria, è stata confermata la natura commerciale di quanto incassato:

“sul presupposto che dall’imponibile accertato dovesse scorporarsi l’Iva inclusa nei corrispettivi percepiti e che andasse detratta l’Iva addebitata a titolo di rivalsa, rideterminava in diminuzione l’imposta dovuta e le sanzioni”.

Le detrazioni

Tutto l’impianto del dibattito in sostanza evidenzia un principio ben preciso, sul quale ogni associazione sportiva dilettantistica deve attenersi qualora voglia mantenere fede ai principi previsti.

Si tratta dell’obbligo per tutte quelle entità che siano società di capitali o cooperative sportive dilettantistiche, le quali vogliono attingere a tutte quelle agevolazioni fiscali previste dagli articoli 148 Tuir e 4 D.P.R. 633/1972, in altre parole queste entità devono uniformare il loro statuto seguendo le direttive di quanto previsto e prescritto esattamente nelle suddette normative.

Le regole sono funzionali se rispettate

Per evitare ogni possibile rischio tanto per gli accertamenti quanto per le possibili sanzioni, vale sicuramente la pena rispettare le regole e attenersi ai dettami dello statuto redatto in fase costituente di ogni società sportiva dilettantistica.

La materia è oggetto di discussione da qualche tempo, con una certa insistenza negli ultimi mesi, in altre parole da quanto anche gli stessi controllori hanno intensificato i controlli sull’intero settore, dove sono emersi alcuni casi in cui le associazioni erano tali solo di facciata e per gli stessi sgravi fiscali, consapevoli di un blando controllo di cui fino a qualche tempo fa godevano le ASD, ed evidentemente non è più così!

Fonte: ecnews.it

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