Palestre in quarantena: il futuro parte da oggi

Interviste
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Continuiamo la nostra serie di interviste ai professionisti del mondo dello sport con l’obiettivo di capire cosa sta accadendo al settore fitness e quali saranno le implicazioni per il futuro. Per farlo abbiamo intervistato Giuseppe Lazzarini, professionista del settore che dal 1997 (oltre vent’anni) si occupa di consulenza e supporto aziendale ai centri sportivi, per la gestione, organizzazione ed erogazione dei corsi. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per chiedergli come sta aiutando oggi i centri sportivi che sta seguendo e, anche, una previsione sul futuro per capire come ripartire.

Quali sono le maggiori criticità che ha provocato la chiusura forzata delle palestre e dei centri sportivi?

«La chiusura ha provocato due ordini di problemi: il primo, in assoluto, è la mancanza di incassi. Il secondo, ammettendo che possa esserci una riapertura, è legato al fatto che le persone non andranno in palestra per la paura del contagio. Questo è lo scenario pre, durante e dopo; dal 10 marzo quando è stato fatto il lockdown su tutta l’Italia a quando si riaprirà»

Quali sono le implicazioni e le conseguenze?

«Il problema non è che gli incassi vengono a mancare adesso, che è un periodo nel quale tecnicamente si va verso il basso, ma in proiezione alla riapertura è molto difficile, se non proprio impossibile, confermare gli incassi dei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre del 2019 nel 2020. Il bilancio di una società sportiva, quindi, chiuderà il 2020 con un passivo enorme. Da qui o il Governo permetta di spalmare le perdite di bilancio e contestualmente contribuire con iniezione di liquidità ovvero benefici fiscali (per dare continuità aziendale) o il rischio di dover chiudere è più che concreto, è certo»

Quanto può aiutare il contributo previsto dal Governo alle ASD/SSD Sportive?

«La criticità è quella di una situazione molto grave di mancati incassi diretti, ai quali si aggiunge il “buffetto” del contributo da parte dello Stato, anche se è evidente che al Governo non hanno potuto percorrere altre alternative. Allo stesso tempo c’è da dire che Sport e Salute sta facendo molto bene (la piattaforma di presentazione delle domande è fatta veramente bene) per garantire continuità ai collaboratori dando i 600€. Ma anche lì sta emergendo quanto fosse poco limpido il mondo delle collaborazioni sportive spesso fatto da doppiolavoristi o addirittura in nero»

Cosa fare, quindi?

«Bisogna attuare soluzioni operative alternative alle “dirette Facebook, i video party, video allenamenti ondemand” per mantenere viva, concreta, reale e quotidiana la relazione con gli abbonati. Soluzioni dove la transazione economica, il pagamento, avvenga dall’abbonato della palestra alla palestra e, quest’ultima, al trainer che fa la diretta della lezione tramite zoom, bluejeans, skype o whatsapp»

Qual è la risposta concreta che lei ha messo in atto?

«Grazie a SportRick, il gestionale cloud leader del mercato, per i clienti che seguo, ho creato un palinsesto, corsi collettivi e Personal training, LIVE da REMOTO.
A tutti (clienti iscritti e non, trainer del club ed esterni) ho dando la possibilità concreta di “mettere in relazione diretta, i clienti con i trainer. Entrambi da casa. In sostanza, DA OGGI, PUOI ALLENARTI DA CASA, COME FOSSI IN PALESTRA (O QUASI)! Da SportRick gestiamo il palinsesto, l’incasso della transazione tramite PayPal, la documentazione di pagamento, la pianificazione, l’eventuale rimborso o accredito e l’integrazione dei trainer che si rendono disponibili, in quanto, come dicevo pocanzi, è una piattaforma aperta non solo ai trainer delle palestre che seguo, ma anche a quelli esterni che hanno la necessità/il piacere di accedere ad una “piattaforma” che li metta in contatto con i propri “followers” ovvero trovarne di nuovi.


Il tutto in una condizione di sicurezza, semplicità e comodità e privacy (ndr: nessun ID di zoom o altro è pubblico. Il trainer NON comunica il suo ai clienti, viceversa, il cliente NON lo deve comunicare ne a  noi ne al trainer. L’attivazione della lezione in diretta, avviene direttamente nella web app sportrick della palestra con due click. Ovviamente, è necessario esservi registrati. Registrazione gratuita e GDPR compliance. Ogni trainer ci comunica disponibilità ed l’attività che ha intenzione di proporre, le sue certificazioni abilitanti l’esercizio di istruttore, il suo Iban, ed a tutto il resto (promozione, amministrazione e assistenza) ci pensa la palestra. I prezzi? Solo formule semplici e di breve durata (da 10gg a 3 mesi) che non impegnino l’scritto oltre modo, acquistabili con paypal o le più diffuse carte di credito, amex inclusa. Quindi, da una parte, incassa e fattura la palestra e dall’altra il trainers riceve un compenso commisurato alla sua disponibilità ed alle lezioni prenotate e svolte
»

È possibile immaginare e auspicare una riapertura nel breve-medio termine dei centri sportivi?

«Il voler aprire prima non è matematica certezza di “incassare”. Anzi. Il rischio concreto è che i clienti saranno “diffidenti” ad un ritorno in palestra. La paura del contagio, rinvierà a tempi migliori, la voglia di abbonarsi. Che senso ha quindi rischiare la salute dei tuoi clienti e dei tuoi trainer, quando, in attesa di buone notizie sul fronte vaccino e cura, noi possiamo tranquillamente far fare attività da casa? Sicuramente con l’autorizzazione ad aprire i club da parte del Governo,  i nostri trainer verranno in palestra, e, a sale chiuse, potranno fare lezione ai clienti connessi oppure seguirli ONSITE adottando tutte le precauzioni anticontagio che saranno richieste»

Si parla del vaccino come dell’unica soluzione possibile; è davvero così?

«Non credo che, anche se dovesse arrivare il vaccino si potrà, nell’arco di breve termine, ovvero un paio di mesi, tornare alla normalità. Io prevedo che di normalità, confidando nel vaccino, si potrà parlare da settembre 2021. Quindi ci aspetta oltre un anno e mezzo di difficoltà. Chi è in grado di resistere diciotto mesi? Saranno in grado di resistere solo quegli impianti sportivi che beneficiano o della proprietà dei muri, che quindi si autoregolano gli affitti dei locali, oppure quelli che sono molto smart a livello tecnologico»

Cosa significa essere “smart”, oggi, per una palestra o un centro sportivo?

«Significa valorizzare al massimo la tecnologia, in ottica di acquisizione nuovi mercati. Fino al pre COVID-19, i clienti dei club avevano bene o mano una matrice “locale”, la provenienza degli iscritti era limitata alla vicenza del club alla dimora ovvero al posto di lavoro. Da oggi, chiunque può seguire una lezione da remote, da ovunque (compatibilmente i fusi orari)»

Questo cosa comporta?

«Si sta aprendo un nuovo mercato, alternativo al classico, dove la spesa media del cliente è più bassa, ma il numero di clienti potenziale diventa grandissimo, perché non si ha più il problema della distanza fisica, degli spogliatoi, e di tutti quei vincoli oggettivi che prima inibivano o l’accesso alla struttura stessa o lo svolgimento dell’attività»

Quindi nuove opportunità?

«Questo Coronavirus da un lato dividerà nettamente in due il mondo tra coloro i quali lavorano in un certo modo, molto professionale anche in termini di qualità, e chi no. Ma dividerà anche il panorama economico, industriale e aziendale tra chi è veramente capace di adattare la sua azienda in maniera permeabile a quella che è la modifica dei comportamenti, ma soprattutto la modifica dei costumi, laddove questo sia possibile»

Un cambiamento quello provocato dal Coronavirus che sembra essere irreversibile e che la routine alla quale eravamo abituati dovrà inevitabilmente cambiare. Per questo «più una persona avrà un atteggiamento mentale di cambiamento meglio è». Si può rimuginare su quanto accaduto o pensare a come trasformare il proprio business. Le tecnologie sono alla portata di tutti e offrono opportunità reali e concrete che bisogna saper sfruttare. Per collegare due interessi: quello delle persone che vorranno iniziare o continuare ad allenarsi e quello di chi ha la capacità di trovare nuove modalità per continuare a erogare questo servizio, cioè soddisfare quella che, a tutti gli effetti, è una richiesta commerciale.

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