Per l’assistenza c’è il volontario, per tutto il resto Mastercard!

I decreti di riforma del Terzo Settore non soddisfano nessuno, probabilmente neanche chi li ha redatti, ma questo è quanto, senza contare il sentimento generale delle Associazioni per voce dei rispettivi responsabili e addetti. Una riforma che così com’è proposta ha molte lacune e zone d’ombra, mentre dovrebbe essere completa e definitivamente disciplinare un intero settore.

Nella riforma non si tiene adeguatamente in considerazione il valore sociale del volontariato tanto meno cosa rappresenta il Terzo Settore per molti strati della società, che spesso sono l’anello debole della popolazione.

Immaginate cosa accadrebbe con un dimezzamento delle Associazioni, l’Italia è un paese di Santi e navigatori, ma senza i volontari non va da nessuna parte, ecco, questo non hanno capito i legislatori che vorrebbero “riorganizzare” il settore.

Il valore sociale, questo sconosciuto!

Il valore non è determinato solo dal tempo dedicato a un’attività, ma anche da quello che rappresenta quel tipo di attività, in questo caso abbiamo Associazioni che si occupano di assistenza ai malati, oppure seguono i bambini con problemi, assistono persone nel recupero fisico ecc … quanto vale tutto questo? Appunto!

Il mondo del Terzo Settore è sicuramente un’opportunità di lavoro per molti, ma è anche e soprattutto un sostegno insostituibile, specie dallo Stato, in molti settori assistenziali, se non ci fossero i volontari non è neppure immaginabile il caos.

Ripulire senza far danno

Poi ovviamente siamo tutti d’accordo che il settore debba togliersi di dosso quell’etichetta negativa per la quale spesso si pensa a un’Associazione solo come una sorta di “paradiso fiscale”, certo in molti casi è così ma ci sono i mezzi per evitarlo, non per questo si deve penalizzare tutto il Terzo Settore.

Ad esempio sappiamo che ci sono bar e attività affini, che operano come “associazioni”, che di sociale non hanno nulla, se poi consideriamo che vendono alcool è tutto un dire, in questi casi non occorre riformare nulla, ma semplicemente non consentire queste porcate, che tra le altre cose danneggiano le attività concorrenti con prezzi più sfacciatamente più bassi!

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