Quei giusti controlli che non funzionano

Governo Italiano

Tante novità, riforme, un po’ di tagli e quant’altro compresi i controlli dell’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) di Cantone, tutto questo che sulla carta avrebbe dovuto rendere il Terzo Settore migliore, trasparente ed efficiente, in realtà non fanno altro che immobilizzarlo!

Si sta discutendo in questi giorni delle necessarie modifiche al Nuovo Codice dei Contratti a proposito delle modalità d’intervento e vigilanza della suddetta Autorità, al convegno promosso dal Terzi Settore di Monza sono state evidenziate esattamente queste problematiche, legate alla cooperazione tra privato e sociale relativamente alle pubbliche amministrazioni territoriali.

Non doveva cambiare tutto in meglio?

Il malcontento generato dallo scorso autunno sta avendo effetti disastrosi su tutto il Terzo Settore, si è instaurato un immobilismo tale che molti operatori da mesi non sanno cosa fare, alcuni hanno mollato e altri ci stanno pensando.

Il nuovo sistema di controlli, l’accesso agli sgravi e relativi tagli di certo non hanno aiutato il volontariato, al contrario lo scenario che si sta delineando è inquietante, si tratta di momento davvero difficile come mai successo prima, la riduzione delle discipline riconosciute dal CONI e quindi che possono rientrare a usufruire degli sgravi, ha penalizzato molti operatori che dalla mattina alla sera si sono ritrovati fuori dal sistema!

Momento storico del volontariato o di trapasso?

Come abbiamo più volte potuto evidenziare in queste settimane, sembra in atto un tentativo di “sfoltimento” del Terzo Settore, le Associazioni Sportive Dilettantistiche viste le diverse restrizioni alla sopravvivenza, in gran parte potrebbero non superare quest’anno che si sta manifestando con molte più problematiche e difficoltà di quanto ipotizzato a gennaio.

Le decantate riforme avrebbero dovuto cambiare sì, tutto il sistema, ma per renderlo migliore e sicuramente più dinamico, quello che invece sta nascendo è un sentimento da parte degli operatori che si sentono minacciati e vessati, una specie di “mobbing” istituzionale che spinge davvero verso il trapasso del Terzo Settore.

L’obiettivo? Riduzione dei costi senz’altro, spinta verso il privato non esclusa, speriamo che questa sia una valutazione errata!

 

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