Società sportive lucrative e prestazioni sportive in fase di stallo

societa sportive dilettantistiche lucrative

Come abbiamo detto più volte, la Legge di Bilancio 2018 contiene un insieme di misure rivolte alle società sportive: il cosiddetto “pacchetto Lotti”. Le due più importanti novità contenute in esso riguardano appunto le società sportive dilettantistiche lucrative e l’inquadramento delle prestazioni sportive.

Entrambe queste novità, però, non possono ancora trovare applicazione perché necessitano di appositi atti deliberativi da parte del CONI. Vediamo insieme cosa manca per rendere operative le nuove misure e per poter prendere i provvedimenti più giusti per la propria attività.

Le società sportive dilettantistiche lucrative e le agevolazioni

La legge 205/2017 prevede tre forme di agevolazioni per le società sportive lucrative, di cui abbiamo parlato più volte:

  • la riduzione Ires del 50%,
  • l’aliquota IVA sui servizi sportivi che passa al 10%,
  • la riduzione del 50% dei contributi previdenziali sulle collaborazioni coordinate e continuative nei primi 5 anni di entrata in vigore della legge.

Fino a questo punto tutto bene, ma purtroppo c’è un problema: per ottenere ciò, e quindi usufruire delle agevolazioni, è necessario che vi sia un riconoscimento da parte del CONI, con la conseguente iscrizione nel Registro delle società sportive. Perciò, per procedere successivamente alle modifiche necessarie ai regolamenti delle Federazioni, discipline sportive associate o enti di promozione sportiva che prevedono al momento l’affiliazione ai soli enti senza scopo di lucro, è necessario aspettare ulteriori sviluppi.

Fino a quel momento, non potendo ottenere il riconoscimento da parte del CONI, tali società potranno operare come normali imprese commerciali e non godranno delle agevolazioni previste dalla legge 205/2017.

Attualmente, anche la possibilità di trasformare gli enti sportivi senza scopo di lucro in società sportive lucrative è una scelta non perseguibile, perché comporterebbe l’espulsione dall’ordinamento sportivo e di conseguenza l’impossibilità di godere delle agevolazioni fiscali descritte sopra. In pratica, la Legge di Bilancio 2018, le cui intenzioni erano quelle di offrire, a chiunque volesse investire nel dilettantismo sportivo, la possibilità di fare impresa in questo settore e di farlo con una veste giuridica nuova in aggiunta a quelle esistenti, per essere resa operativa deve quindi attendere che il CONI deliberi gli appositi atti.

Collaborazioni coordinate e continuative delle prestazioni sportive

Anche per le collaborazioni coordinate e continuative, e per tutte le prestazioni sportive, è necessario che il CONI chiarisca quali includere in tale definizione. Ciò è necessario sia per le società lucrative che, come visto, potranno godere della contribuzione ridotta della metà fino al 2022, sia per le società senza scopo di lucro, che potranno essere esonerate da qualsiasi contribuzione previdenziale o assicurativa come previsto dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

Al momento, la comunicazione al CPI e l’iscrizione nel libro unico sono necessarie solo per le collaborazioni amministrativo-gestionali. Per le altre tipologie di collaborazione, occorre attendere il sopra citato pronunciamento del CONI.

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