Società sportive lucrative: le prime novità del 2018

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Il mondo delle associazioni sportive sta cambiando e, come abbiamo detto più volte nei precedenti articoli, il primo gennaio 2018 è una data particolarmente importante dal punto di vista burocratico, proprio per quanto riguarda le società sportive lucrative (e per quelle che decideranno di passare al for profit) e per lo sport in generale. Già, perché lo sport non è soltanto pura attività fisica. Dietro lo sport ci sono leggi e norme da rispettare al fine di garantire che l’attività sportiva venga condotta nella totale legalità e sicurezza, e tutto questo avviene anche grazie all’appoggio degli enti e dello Stato stesso.

A tal proposito, la novità più grande a proposito dell’aspetto burocratico della questione è relativa appunto all’introduzione delle “società sportive dilettantistiche ordinarie con finalità di lucro” nella legge di bilancio per il 2018. Ciò rappresenta una novità assoluta nel panorama sportivo italiano, in quanto, per la prima volta, verrà inserito un soggetto giuridico commerciale all’interno della categoria “Enti sportivi” registrati al CONI. Ma, nello specifico, cosa comporta una disposizione del genere? Quali sono le novità sul piano pratico che la disposizione porta con sé?

I cambiamenti sul piano pratico per le società sportive lucrative

Da un recente comunicato stampa ufficiale, è stato rivelato che, nel nuovo quadro creato dalla legge di bilancio, la più grande novità sportiva che non possiamo sottovalutare, è rappresentata dalla creazione di un nuovo soggetto giuridico, con la possibilità fornita dal provvedimento di non sostituire le attività sportive dilettantistiche già esistenti, ma di aggiungerne di nuove creandole da zero. Fino al 2017, la promozione di attività sportive era demandata ad enti associativi non profit, società non profit e società commerciali, ma è proprio dal 1° gennaio che la promozione stessa verrà affidata anche alle nuove Srl sportive dilettantistiche commerciali, definibili enti “low profit“.

Questo sembra già un cambiamento notevole ed è sicuramente così, ma le novità non sono finite qui e le società sportive lucrative dovranno prestare attenzione a molti altri importanti dettagli. A livello puramente fiscale, ad esempio, la nuova normativa prevede l’IRES al 50% e l’IVA al 10% a proposito dei proventi delle attività istituzionali, nonché l’aumento da 7.500 a 10.000 euro sui redditi diversi, ex legge 342/2000, per tutte le ASD e le SSD non lucrative. Certamente, si tratta di modifiche da non sottovalutare persino per quanto riguarda i contratti e i compensi sportivi.

Altre informazioni sulla novità legislativa

Resta un quesito da risolvere per molti: a fronte del cambiamento introdotto dalla nuova normativa, è meglio optare per la creazione di una ASD o di una SSD? La decisione finale spetta a colui che intende creare il nuovo ente, ben sapendo che nel primo caso (l’associazione) i soci saranno tutti sullo stesso piano, senza che vi sia un unico proprietario; mentre nel secondo caso (la società o l’azienda) vi saranno dei proprietari o un proprietario, accompagnati/o da alcuni soci che, però, non saranno tutti allo stesso livello.

La nuova norma introdotta nella legge di bilancio per il 2018 ha quindi la facoltà di favorire l’ammodernamento del mondo sportivo dilettantistico, dando la possibilità di praticare attività sportive di questo tipo, ma con finalità di lucro. Tutto questo, però, non rende le società sportive lucrative esenti dal sottostare a regole e norme ben definite. A tal fine, consigliamo a tutti gli utenti interessati di consultare un esperto e di affidarsi a un professionista del settore, così da ottenere ulteriori informazioni sull’argomento e da non commettere errori.

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